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Erbacce

Non eliminare quelle erbacce!

Q

uante volte hai guardato l’orto pensando: “Non posso farcela. Questa volta hanno vinto loro”.
Loro sono le erbacce, le piante infestanti, quelle che non erano previste nell’orto.
Le piante infestanti vanno contro la nostra idea di ordine e pulizia.

Ma se l’arrivo delle erbacce avesse una ragione?
Se fosse il nostro sistema di coltivare ad andare contro lo sviluppo naturale di un sistema, e le piante infestanti rappresentassero il campanello d’allarme?

Quando anni fa ho preso in mano l’orto del nonno, gestito sempre in modo rigoroso, geometrico, tanto da sembrare uno splendido giardino all’italiana, sentivo che qualcosa sul mio modo di fare strideva.
Non era possibile perdere interi pomeriggi a strappare erbacce, cercando di mantenere tutto pulito, tutto ordinato e tutto perfetto.

Sembrava quasi che ciò che io ritenessi essere perfetto, non lo fosse per il mio orto.
E ciò che per l’uomo rappresenta l’ordine, non lo fosse per un sistema naturale.
In effetti, è esattamente questa la chiave giusta di lettura.

Il RUOLO ECOLOGICO delle erbacce

In un naturale processo di successione, l’ecologia ci insegna che le piante infestanti si stabilizzano dove trovano posto. Generalmente si tratta di luoghi aperti, terreni nudi e suoli inospitali.

La maggior parte delle piante che noi chiamiamo erbacce, rappresentano delle specie pioniere per l’ambiente, delle piante con un elevato grado di adattabilità a situazioni difficili o fortemente sfruttate.
Le piante infestanti si comportano da opportuniste e sfruttano situazioni dove i competitori per l’utilizzo delle risorse sono molto deboli. Le piantine da orto fanno parte di questa categoria.

È un po’ come far entrare la volpe in un pollaio. L’epilogo della storia si conosce dal principio e si traduce in pomeriggi interi a togliere erbacce dall’orto.

Eppure le piante infestanti intervengono sul terreno esattamente nello stessa direzione voluta da una naturale successione ecologica. Verso una maggiore diversità, una migliore stabilità e la massima abbondanza. Il loro ruolo è quello di modificare l’ambiente rendendolo adatto al subentro di altre specie, aumentando la biodiversità vegetale, la fertilità del suolo e il conseguente incremento dell’equilibrio ecosistemico.

Con questi presupposti, è chiaro che noi ortolani non possiamo vincere contro le piante infestanti.
La soluzione è una: fare il loro gioco e organizzarsi in anticipo.

MOLTEPLICI FUNZIONI delle piante infestanti

La presenza delle erbacce in un piccolo sistema come quello del nostro orto sta quindi ad indicare che qualcosa nel modo di gestirlo andrebbe perfezionato.
Al terreno non piace essere a messo a nudo.

“Nessun terreno al mondo è privo di vegetazione,
nessuno tranne uno: il deserto.”

Un altro soltanto è ostinatamente denudato: quello dei nostri campi coltivati.
Questo dovrebbe farci suonare un campanello d’allarme. Perché se qualsiasi terreno tende naturalmente ad avere una copertura di protezione, noi insistiamo a metterlo a nudo?

Ecco alcune delle funzioni svolte dalle erbacce che fanno riflettere sulla loro presenza nell’orto.

CONTROLLO DELL’EROSIONE SUPERFICIALE

Le erbacce svolgono un naturale controllo contro l’erosione superficiale del suolo.
Sbalzi termici, irraggiamento solare, precipitazioni e calpestio, sono solo alcuni dei fattori che intervengono nel debilitare un suolo superficialmente privo di protezione.
I guerrieri arruolati da Madre Natura per proteggere il nostro prezioso terreno sono le piante pioniere, generalmente rappresentate da quelle che noi chiamiamo piante infestanti o malerbe.

CONTROLLO E GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA

Una delle regole fondamentali nella progettazione in permacultura non si limita ad accumulare l’acqua, ma accumularla nel suolo. Questo è il miglior sito dal quale le piante possono attingere per le loro necessità fisiologiche.
Un terreno nudo è soggetto ad una sostanziosa perdita di umidità per evaporazione superficiale e fatica ad accumulare acqua che scorre via tramite run off e non percola in profondità.
Un suolo scoperto è inoltre totalmente esposto a sbalzi termici e fenomeni atmosferici sempre più intensi.
Questo è uno dei tanti motivi che dovrebbe incentivarci a mantenere una copertura del terreno costante.

SUPPORTO DELLA FAUNA

La micro e macrofauna tellurica, l’insieme degli organismi presenti nel suolo, attinge nutrimento, ne cede e vive in simbiosi con le piante. Una buona diversità vegetale di superficie si riflette positivamente nel mantenere e supportare una sostanziosa biodiversità nel suolo sottostante. Alcune funzioni biologiche e fisiologiche della flora tellurica sono garantite unicamente dalla presenza di materiale vegetale sovrastante.

Lo stesso avviene per la fauna di superficie: api, ragni, coccinelle, farfalle e altri utili organismi nell’equilibrio del suolo, trovano in una ricca varietà vegetale la creazione di micro-habitat perfetti per la loro sopravvivenza e riproduzione.

PIANTE COMMESTIBILI E MEDICINALI

Con molta probabilità, le erbacce che hai nell’orto sono commestibili. Te ne cito solo alcune: podagraria, salvia pratense, portulaca, tarassaco, piantaggine, amaranto, papavero, farinello…
Tutte queste, sebbene sottovalutate e denigrate da noi ortolani, rappresentano un concentrato di principi attivi e sostanze nutrizionali che le verdure dell’orto hanno perso a causa delle continue selezioni operate a vantaggio di pezzatura, forma e colore.

Se alcune delle erbacce presenti nel tuo orto non dovessero essere commestibili, ecco che la multifunzionalità della permacultura arriva in soccorso: potrai sempre sfruttarle come interessante risorsa foraggera.

SOSTANZA ORGANICA GRATUITA

Le erbacce e le piante infestanti, tolte e lasciate direttamente in loco o in aggiunta al compost, possono trasformarsi in sostanza organica di ottima qualità che andrà ad arricchire considerevolmente il suolo favorendone una struttura ottimale. Questi aspetti sono molto importanti per le piante che metteremo a dimora.

COME FARE DUNQUE CON LE ERBACCE DELL’ORTO?

Tutte queste importanti funzioni delle piante infestanti, promuovono un suolo equilibrato. Avere un terreno sano, con una buona presenza di fauna tellurica, ben strutturato, in grado di accumulare riserva idrica ed evitare la formazione di una crosta superficiale, va totalmente a vantaggio delle piante da orto.

Con questo, non si vuole dire che l’orto debba trasformarsi in una jungla inestricabile. Anzi!
Esistono differenti soluzioni e tecniche per giocare d’anticipo e aggirare le piante infestanti.
Tutto gira intorno a mantenere il terreno coperto.
Lo scopo può essere raggiunto attraverso una pacciamatura a secco, una pacciamatura verde, il sovescio, le consociazioni e gli avvicendamenti.

 

Questo è fare permacultura.
Si tratta di interventi volti a creare delle condizioni di maggior stabilità ed equilibrio nell’orto. La situazione che si raggiunge non concede spazio alle piante infestanti che andranno a prediligere altri luoghi, non altrettanto sani quanto lo è diventato il tuo orto.

 

BIBLIOGRAFIA

– M. CRAWFORD, “Creating a forest garden, working with nature to grow edible crops“, Green Book Ed., Devon (UK) 2012.
– M. CRAFWORD, “How to grow Perennial Vegetables. Low-maintenance, low-impact vegetable gardening”, Green Book Ed., Devon (UK) 2012.
– M. FUKUOKA, “La fattoria biologica, agricoltura secondo natura”, Ed. Mediterranee, Roma 2011.
– B. MOLLISON, “Permaculture. A Designers’ Manual”, Tagari Ed., Australia 1988.

Agronoma e architetto paesaggista per professione, sono un appassionata contadina, un’entusiasta apicoltrice e un’instancabile raccoglitrice. Fin da piccola, stare in un prato e fare una passeggiata in montagna erano le situazioni che più che mi rincuoravano. Prendevo zainetto, cestino, forbicine, e col mio fidato amico Rex, partivo…non sapevo a raccogliere cosa, ma non tornavo mai a mani vuote.

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