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Differenze tisane, infusi, decotti e macerati

Come preparare una tisana: infusi, decotti e macerati

Siamo sinceri, a chi non piace sedersi sul divano a fine giornata, tirare il fiato e stringere tra le mani una tisana calda?

“Ma tutti sappiamo come fare correttamente una tisana?
E se invece che un infuso bisognava fare un decotto? O un macerato?”

Scopriamone le differenze.

Con il termine tisana, s’intende l’estrazione dei principi attivi delle erbe officinali mediante l’acqua.

È una preparazione semplice che tutti noi siamo in grado di fare.
A seconda delle piante medicinali che si utilizzano, la preparazione della tisana può avvenire in 3 diversi modi e il risultato si chiamerà: infuso, decotto o macerato. Vediamo come prepararli.

INFUSO. È la modalità di preparazione che riguarda la maggior parte delle piante. È particolarmente adatto per fiori, foglie, sommità. Consiste nel versare acqua bollente sulla pianta o la miscela grossolanamente sminuzzata. Si copre il recipiente, si mescola di tanto in tanto perchè la pianta tende a galleggiare, e lo si lascia infondere. Dopo 5-10 minuti possiamo filtrarlo con un colino a maglia sottile.

DECOTTO. Adatto per legni, radici, cortecce, foglie coriacee, steli particolarmente compatti. Si versa l’acqua fredda sulla pianta o sulla miscela di erbe officinali scelte. Raggiunta la temperatura di ebollizione, la si mantiene a fiamma bassa per 10 minuti. Si fa riposare il recipiente coperto, infine si filtra. 

MACERATO. È il metodo più adatto per quelle piante con struttura molto compatta (es. semi di lino, di Psillio, corteccia di China), per l’estrazione delle mucillagini (in particolare per malva e altea) o per quelle piante i cui principi attivi si degradano con calore (ad es. anice, finocchio, cumino). In questa preparazione si utilizza acqua fredda, la si versa sulle nostre erbe officinali, lasciandole macerare coperte per 4-8 ore a temperatura ambiente. Infine si filtra.

 

Tutti a casa abbiamo un infusore in acciaio dalla forma simpatica da mettere direttamente nella tazza.
Va bene lo stesso?

Più parti della pianta vengono a contatto con l’acqua e più principi attivi si estraggono. Ecco perchè la piante andrebbero sminuzzate grossolanamente prima di essere preparate in tisana, così che la superficie a contatto con l’acqua sarà maggiore…giusto?

Ecco, il fatto che le piante siano compresse all’interno dell’infusore, limita in parte l’efficacia di estrazione dei principi attivi da parte dell’acqua. È per tale ragione che se ne consiglia un uso limitato.

Detto questo, a parer mio, piuttosto che non farsi proprio una tisana, meglio farsela con l’infusore di acciaio!

Agronoma e architetto paesaggista per professione, sono un appassionata contadina, un’entusiasta apicoltrice e un’instancabile raccoglitrice. Fin da piccola, stare in un prato e fare una passeggiata in montagna erano le situazioni che più che mi rincuoravano. Prendevo zainetto, cestino, forbicine, e col mio fidato amico Rex, partivo…non sapevo a raccogliere cosa, ma non tornavo mai a mani vuote.

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