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Non pensate di fare soldi facilmente con le api

Non pensate di fare soldi facili con le api

“Non pensate di fare soldi facilmente con le api”. Con queste parole da parte dell’anziano relatore, si concludeva il corso base di apicoltura con il quale mi sono avvicinato a questa disciplina.

Un po’ c’ero rimasto male, pensavo che tutto fosse più semplice: credevo che le api vivessero in relativa autonomia, regalando all’apicoltore il loro prezioso miele. Non è così. La letteratura, ma anche gli apicoltori d’esperienza ci insegnano che è una disciplina difficile, soggetta ai mutamenti dell’ambiente e delle stagioni, attualmente in sofferenza per varie cause. Non da ultimo, quelle legate all’allevamento intensivo di api per la produzione di miele su scala commerciale.

Come spesso succede però, abbandonate le ambizioni iniziali, il corso mi aveva lasciato la curiosità di approfondire la mia conoscenza riguardo questo mondo estremamente organizzato e complesso.

Ero, e lo sono tuttora, affascinato da questo insetto: un piccolo e prezioso essere vivente che tutti noi conosciamo, ma capace di cose straordinarie all’interno di comunità complesse estremamente organizzate. Tutti noi sappiamo che le api vivono in “famiglie” composte da una regina, dalle operaie e dai fuchi. Conosciamo in maniera più o meno sommaria i compiti di ogni componente, ma è solo quando iniziamo ad approfondire la nostra conoscenza che scopriamo quanto in realtà il loro mondo sia complesso e organizzato secondo leggi tanto antiche e misteriose, quanto efficaci ai fini della loro sopravvivenza.

È stato così che qualche anno più tardi ho avuto l’occasione insieme ad Elisa di affiancare un esperto apicoltore nella sua attività. Imparavamo le basi per la gestione di un apiario e, poco dopo, iniziavamo anche noi con alcune “casette” tutte nostre. Muovevamo i nostri primi e incerti passi in questo brulicante mondo sotto l’occhio attento di Michele. Ancora oggi, ad ogni visita in apiario, controllando lo stato di salute delle nostre famiglie, ci stupiamo della loro organizzazione esemplare, dove ogni cosa è fatta con metodo e per perseguire uno scopo ben preciso.

“Ammiriamo come si evolve la vita della colonia nel corso delle stagioni, ed impariamo come dobbiamo comportarci, assecondando i ritmi e i tempi che loro ci indicano.”

Alla fine del primo anno la nostra produzione di miele era ancora a zero. Sorridevo pensando alla parole del vecchio relatore del corso di apicoltura: senza miele e la relativa vendita non eravamo rientrati nemmeno nelle spese di gestione dell’apiario. In compenso avevamo delle famiglie forti che, superato il loro primo inverno, ci avrebbero poi dato parecchie soddisfazioni.

È vero che con le api non si fanno i soldi, specialmente se si crede e si segue un certo modello di apicoltura: è una disciplina non semplice, soggetta a molte variabili e alla stagionalità. Come tutte le attività che dipendono dalla natura è difficile pianificare in anticipo spese, ricavi e guadagni. Le motivazioni che spingono gli appassionati a continuare sono tante: dall’amore e dalla curiosità verso questo insetto straordinario, al legame con il territorio e al suo mantenimento.

Non dobbiamo poi dimenticarci del debito che abbiamo nei confronti dell’ ape: questo insetto così importante per il genere umano e mai come ora così in pericolo.

Dottore forestale, lavoro in vari ambiti di gestione ambientale, occupandomi di pianificazione forestale, selvicoltura, progettazione, arboricoltura con tecniche di treeclimbing, rilievi cartografici e cantieristica. Appassionato frequentatore della montagna in tutte le sue forme e in tutte le stagioni, fin da piccolo rimanevo affascinato dalla natura, dal territorio e dall'eleganza dell’ambiente alpino.

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