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ERBE SELVATICHE & DONNE

Erbe selvatiche e donne: complici lottatrici attraverso i secoli

Il nostro ruolo di donne all’interno della famiglia ha fatto sì che, fin dai tempi più antichi, la nostra esistenza si intrecciasse con quella delle erbe selvatiche.
La storia delle erbe selvatiche si intreccia con quella delle donne fin dai tempi più antichi. Oltre ad essere il caposaldo della famiglia, assicurando il nutrimento ai propri figli, la donna era una raccoglitrice di piante selvatiche: esplorava, sperimentava, trasformava. Non stento a dubitare che 10.000 anni fa, con l’avvento dell’agricoltura, i primi contadini fossero proprio donne. I secoli passano, i tempi cambiano e i ruoli della donna all’interno della società mutano: mentre in passato le donne erano delle raccoglitrici, ai giorni nostri si trovano letteralmente all’interno di una jungla, dove da raccoglitrici sono diventate loro stesse le piante selvatiche. È un peccato pensare a quali antiche conoscenze ci stiano volando via.
Personalmente trovo che il paragone tra erbe selvatiche e donne moderne sia particolarmente calzante.
Mi piace definire le erbe di campo delle lottatrici. Come le donne, le piante spontanee lottano ogni giorno per farsi spazio in un mondo tutt’altro che accogliente. Stagione dopo stagione si vestono di colori diversi, crescendo, maturando e sbocciando fino a portare in grembo i semi della nuova generazione. Sensibili ai cambiamenti, sono in grado di adattarsi e superare momenti critici. Per le donne, questo può rappresentare la rottura di un rapporto, la perdita del lavoro o una scelta importante. Per le piante selvatiche una stagione arida, delle gelate tardive o una convivenza soffocante con invadenti piante vicine. È proprio la tenacia e la determinazione delle piante selvatiche a renderle così simili alle donne e così sostanzialmente diverse da quelle coltivate.
Tiriamo fuori la forza di lottare come le piante selvatiche. L’intelligenza di adattarci alle situazioni più ostili. La capacità di farci rispettare all’interno dei nostri spazi. E quando serve, tiriamo fuori anche le spine.

“Perché noi donne, come le rose selvatiche,
siamo splendide nella nostra spontaneità,
ma pungiamo, se non rispettate.”

Agronoma e architetto paesaggista per professione, sono un appassionata contadina, un’entusiasta apicoltrice e un’instancabile raccoglitrice. Fin da piccola, stare in un prato e fare una passeggiata in montagna erano le situazioni che più che mi rincuoravano. Prendevo zainetto, cestino, forbicine, e col mio fidato amico Rex, partivo…non sapevo a raccogliere cosa, ma non tornavo mai a mani vuote.

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