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Erba di san Giovanni

Erba di san Giovanni: 1000 usi dell’iperico selvatico

L’

iperico, o erba di san Giovanni, è una delle piante medicinali maggiormente conosciute e utilizzate.
È una pianta che fiorisce da fine primavera e in estate, colorando di giallo il margine dei sentieri, i prati e i boschi di tutta la nostra penisola. Cresce su terreni magri e secchi fino a 1600 m.s.l.m..
La tradizione vuole che il momento migliore per la raccolta dell’iperico sia il 24 giugno, Festa di san Giovanni.

In passato infatti, questa giornata veniva interamente dedicata alla raccolta delle piante medicinali.
Questo in effetti è il momento dell’anno nel quale l’influenza del sole sulle piante è massima per via dell’intensità radiante. Per tale motivo, molte sono le piante con picco delle proprietà balsamiche nei giorni a cavallo del solstizio d’estate.
Soprattutto per i popoli del Nord, questi giorni dell’anno rappresentavano il ritorno alla vita dopo il lungo periodo invernale.

L’erba di san Giovanni tradizionalmente rappresentava un’icona di auspicio di prosperità per i prodotti della terra e per la fecondità nelle donne.

“Era usanza appenderne un mazzetto sull’uscio di casa e sulla porta della stalla per assicurare serenità alla famiglia e allontanare gli spiriti malvagi.”

Se sei in cerca della tua dolce metà ecco un trucchetto da streghe. Una leggenda narra che le ragazze avrebbero trovato marito raccogliendo un rametto di Iperico durante la notte di san Giovanni. Appendendolo nella propria camera da letto, l’indomani avrebbero capito le sorti del loro destino: se ancora fresco, entro l’anno ci sarebbero state le nozze.

Erba di san Giovanni: I BENEFICI

L’iperico rappresenta l’antidepressivo naturale maggiormente utilizzato in ambito erboristico.
Ad uso interno e sotto prescrizione medica, l’erba di san Giovanni viene consigliata per disturbi del sonno, contro turbe depressive, depressione legata alla menopausa, sindrome premestruale, contro nervosismo, emicrania e come antispasmodico in caso di gastriti.
L’iperico va infatti ad agire sulla secrezione di melatonina da parte del nostro organismo. Questa sostanza esercita un’importante azione sul sistema nervoso regolando il sonno, la concentrazione e l’umore.

Le proprietà dermocosmetiche rendono l’iperico una pianta ampliamente utilizzata ad uso esterno.
Grazie all’azione lenitiva, l’erba di san Giovanni ha un effetto nutriente sulla pelle. Trova utilizzo contro smaliature, come tonico per pelli stanche, oltre ad essere considerata un ottimo antirughe. Antinfiammatorio e cicatrizzante, l’iperico aiuta a sanare la naturale salute della pelle favorendo la riparazione del rivestimento epidermico. Utilizzato a livello articolare e muscolare come antidolorifico, trova ulteriore impiego in caso di arrossamenti, ustioni solari, ferite da taglio, dermatiti, eczemi.
A tutto ciò si aggiungono proprietà antibatteriche, antifungine e antisettiche.
Come azione sulla pelle, ti consiglio di utilizzare l’iperico sotto forma di oleolito. L’olio di san Giovanni lo preparo tutte le estati utilizzandolo successivamente in purezza o trasformato in unguento. È l’ideale per idratare la pelle durante il periodo invernale, per le scottature estive o frizionandolo come antidolorifico.

Attenzione

Ho elencato le virtù dell’erba di san Giovanni…e sono indubbiamente di valore.
Nonostante ciò, è buona norma consultare un medico prima di far uso dell’iperico. I suoi principi attivi hanno infatti delle interazioni sui contraccettivi maggiormente diffusi, riducendone potenzialmente l’effetto. Lo dimostrano numerosi studi condotti a riguardo, che hanno evidenziato l’interferenza dell’iperico con alcuni farmici e terapie antidepressive.

Se pur minima, l’iperico possiede un’azione fotosensibilizzante che può colpire in particolare soggetti ipersensibili, con carnagione e occhi chiari. L’utilizzo dell’olio di iperico è quindi sconsigliato prima di esporsi al sole e generalmente durante la giornata.
Ti consiglio di frizionare l’olio di san Giovanni o l’unguento lenitivo a base di iperico, la sera dopo una meritata doccia calda. In questo modo l’oleolito avrà il tempo di essere assorbito dalla pelle prima di andare a dormire, agendo subito con effetto rassodante, tonico e antirughe.

Iperico selvatico: consigli su RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Personalmente mi piace seguire la tradizione e la magia che orbita attorno alla raccolta dell’iperico. Vado in perlustrazione nei prati qualche giorno prima del 24 giugno e quando arriva questa data mi munisco di forbici e cestino, partendo con Django per il rifornimento annuale.
Il periodo di maturazione dell’erba di san Giovanni si estende tuttavia da maggio a luglio, questo dipendente da clima e posizione geografica di riferimento. La raccolta può dunque avvenire durante tutto questo periodo di riferimento.
Una nota importante riguarda invece l’orario in cui effettuare la raccolta. Le ore centrali della giornata, sono quelle più indicate in quanto rappresentano il momento di massima concentrazione dei principi attivi.
A scopo officinale, le parti interessate sono costituite dalle sommità fiorite che vanno raccolte prima che i fiori appassiscano. Utilizza delle forbici, queste ti permetteranno di non sradicare la pianta.
Raccogli l’iperico in mazzetti facendoli essiccare all’ombra, se vuoi farne tisane.
Per fare l’olio di iperico, ti occorre invece la pianta fresca.
A fine raccolta le tue mani saranno di colore mattone e profumeranno di incenso.
Scopriamone il motivo.

RICONOSCIMENTO dell’iperico

È facile.
Hypericum perforatum L. è il nome latino dell’iperico. Perforatum in quanto, sulla pagina inferiore delle foglie e sul margine fogliare sono presenti dei forellini molto piccoli. Queste sono le ghiandole che contengono l’olio di san Giovanni, un olio color mattone dall’intenso profumo. Ti basterà osservare le foglie in controluce per individuare queste ghiandole.
Se ci sono, è l’iperico corretto.
Ecco perché sarà inevitabile, quanto piacevole, colorarsi le mani durante la raccolta.

 

BIBLIOGRAFIA

– F. BETTIOL e F.F. VINCIERI, “Manuale delle preparazioni erboristiche”, Tecniche Nuove Ed., Milano 2017.
– E. CAMPANINI, “Dizionario di fitoterapia e piante medicinali”, Tecniche Nuove Ed., Milano 2015.
– E. CAMPANINI, “Fitoterapia, gemmoterapia, omeopatia”, Tecniche Nuove Ed., Milano 2017.
– P. CHIEREGHIN, “Farmacia verde. Manuale di fitoterapia”, Edagricole Ed., Bologna 2011.
– READER’S DIGEST ASS., “Segreti e virtù delle piante medicinali”, Reader’s digest Ed., Milano 1983.
– U. SCORTEGAGNA, “La medicina dei semplici. Piante officinali delle montagne italiane”, Duck Ed., Treviso 2008.

Agronoma e architetto paesaggista per professione, sono un appassionata contadina, un’entusiasta apicoltrice e un’instancabile raccoglitrice. Fin da piccola, stare in un prato e fare una passeggiata in montagna erano le situazioni che più che mi rincuoravano. Prendevo zainetto, cestino, forbicine, e col mio fidato amico Rex, partivo…non sapevo a raccogliere cosa, ma non tornavo mai a mani vuote.

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